giovedì 30 dicembre 2010

Natale Torta Capodanno


La mia dolce donna me l'ha regalata per Natale; super torta con creme cioccolose dentro, pupazzo di natale e funghetto di zucchero, casetta di cornetto, tronchi di cioccolato e neve di zucchero. E tante mandorle.



Io ve la regalo per capodanno.



 






BUON 2011 buono e ben cotto!!!!

lunedì 27 dicembre 2010

Pu-Erh Shu: dopo le magnate natalizie? Un buon tè, ca va sans dire.


Ok, passato Natale, vi siete ingozzati, avete bevuto, annientato le vostre papille gustative con dolci e fumo. Ed ora? Siete felici, ok? Senò? Senò, tipo il sottoscritto, siete influenzati. Bhè, qualunque sia il caso è un buon momento per un tè ed è un buon momento per il blog di tornare ai tè. Per parlarvi stavolta di una cosa un pò eccezionale. 






Abbiamo già parlato dei Pu-Erh e stavolta parliamo del primo "Pu-Erh Shu italiano".



 



Per i tè mi fornisco solitamente via net in uno shop virtuale, Teaway. A differenza dei negozi, avendo un buon flusso di prodotti che vanno e vengono, si ha solitamente un'alta qualità e una quasi assenza di prodotti stagnanti cosa che può altrimenti un pò essere lesiva del prodotto. Ordinate i vostri prodotti (tè sfusi, confezionati, oggettini) e tutto vi arriva a casa in pochi giorni con spese postali mediamente abbordabili.



 



Bene, i boss del sito se ne vanno spesso in Asia per garantire la qualità degli import ed ora hanno messo mano direttamente alla realizzazione di un tè Pu-Erh. Come non prenderlo per supportare l'operazione? Nel sito ne trovate tre tipologie di qualità e prezzo. Ho preso il  medio, il TeaWay Lin Cang.



Dicono "Ricetta ottenuta dalla miscelazione di due lotti di materiale già fermentato del 2007 provenienti dalla prefettura di Lin Cang, pressati idraulicamente a Kunming in 126 esemplari numerati. Un classico Pu-Erh cotto allo stadio ottimale di maturazione per chi gradisce sapori più marcati, pur mantenendo uno spiccato equilibrio. Il liquore è tipicamente rosso bruno, piuttosto corposo, ma limpido e dai riflessi aranciati. Il sapore ricco e inconfondibile di sottobosco autunnale, terra, legno e cuoio, con un retrogusto dolcissimo e delicato di miele di castagno. Supporta anche più di 10 infusioni sulle stesse foglie mantenendo inalterate le sue caratteristiche".



Infatti, è un tè solido, pressato in panetti ottimi per il trasporto, originariamente.



 



 
 
Una volta aperto trovate stampata sulla carta varia documentazione e numerazione manuale.





Si, sembra un freesbee ma....





Nell'altro lato ha un semi buco come nella testa di un kappa.





Osservate nelle foto i dettagli della pressatura con quelle linee evidenti rilasciate dagli attrezzi..



Comunque, con apposita spadina...



Staccate dal blocco una porzione di prodotto



Dicono che è meglio usare poca acqua su una grossa quantità di foglie. Io utilizzo una teiera in ghisa, ci poggio dentro un paio di pezzi (cercate di tagliare trasversalmente senza distruggere le foglie) da 3-4cm X 2-3 e ci verso sopra una tazza d'acqua. Buttatene prima una minuscola quantità (non bollente) per lavare le foglie, aprirle e scaldare la teiera. Bastano 10 secondi di infusione. Buttate l'acqua e ora versatene il giusto. L'infusione è breve e con le stesse foglie potete fare molte (anche 10) infusioni, avendo l'accortezza di allungare lievemente i tempi di infusione.





 



E' buono, eh!
Riposate, state caldi e bevete tanto buon tè. Io cerco di rimettermi e temo al sol pensiero di rileggere tra tipo 10 giorni quello che ho scritto per il terrore di trovare mille refusi dovuti alla febbre.

venerdì 17 dicembre 2010

Hola hola, Tortillas invernali!



Hey, azzo facciamo stasera? MMMMMMmmmmmmm ho voglia di tortillas! Ok, famolo. Giurando preventivamente che la prossima volta le tortillas stesse le farò a mano (non è difficile) andiamo ad improvvisare un qualche cosa di vagamente messicano, senza eccessiva filologia e precisione.




Dunque dunque, ebbene si, verdura.



 






Ecco la ciccia. Petto di pollo tagliato a stiletti.



 



  




Ovviamente le tortillas (che alla fine non è altro che una sorta di piadina fatta di mais o farina di grano tenero)



 



    




Ed ora salta tutto. Saltiamo il pollo.



 



        



 



2 peperoni, uno giallo e uno rosso. Svuotateli, fateli a tocchetti e saltateli.



      
      



 



Intanto (il multitasking è importante!!!) in un'altra padella preparo dei frijoles refritos, che è una sorta di crema di fagioli. Li salto tutti su olio, più spezie, più vino e ne sfracello più dei 3/4 in modo che diventino una crema con qualche pezzetto più grosso. Cuocete mentre si prepara tutto il resto allungando con acqua se si secca troppo.



L'aspetto è orribile ma sono buoni.






Infine ripasso tutto in un pentolotto (i fagioli no, eh!!!)




Ok, sembra ci sia tutto. Addensate di salse varie (stavolta da frettolosi abbiamo comprato una salsaccia messicana già fatta...) buttate tutto dentro una tortilla e mangiate!!!! Ovvio, addensare di peperoncino e affini secondo gusto e oltre tolleranza. Innaffiare con birra dicono, ma io insisto sempre col vino, che vi devo dire....






Buon appetito e occhio alla neve!!!!

CZ:

venerdì 3 dicembre 2010

Spätzle: dalla Germania alle Marche il gioco si fa duro (?)


Bene, torniamo a ricettina.

Mangiati in Germania (cercatevi il topic nel blog) gli spätzle, che sono una sorta di gnocchetti che trovano un corrispettivo norditalico. Ora, sono un tipo di pasta fatta di farina, uovo e un pelo d'acqua di base che vengono poi gettati nell'acqua bollente dove grazie alle magie dell'ovetto mutano istantaneamente in gnocchettini. E' un piatto anche relativamente rapido, quindi, azzo aspettate? Correte in cucina! O mandateci le vostre concubine. Che non sanno cucinare, ca va sans dire.  Allora andate voi maschietti e poi lasciatele a digiuno e a letto senza cena.

Comunque, a parte tutte le regole e cose standard il bello è come sempre sperimentare. Ad esempio una volta ho optato per inserire nell'impasto rucola, mandorle e pinoli. Si potevano mangiare da soli tanto erano buoni e croccanti oltre al fatto che erano di un bel colore verde. Per questo spesso ci ficcano dentro spinaci o affini. Ma non divaghiamo e rock'n'roll.

Iniziamo ad andare in ordine e a pensare un sugo. Invento al momento con quello che c'è in giro in cucina.
Nota: io opterei per un sugo leggerissimo visto che gli spätzle se sono ben fatti hanno un sapore gustosissimo che il sugo può coprire come per tutta la buona pasta. Quindi -oggi non è il caso della leggerezza- ipotizzo cipolla, pancetta e piselli. Visto che non uso latticini sfrutto il mio super trucco, simulare visivamente latticini senza metterli. Dopo aver lavato e scolato i piselli ne frullo una metà con la pancetta.



 





Intanto soffriggo la cipolla e l'altra pancetta a tocchetti.



Frullo grossolanamente un pò di mandorle intanto mentre va il soffritto (ottimizzare i tempi!!!)



Butto nella farina (thò, 400 grammi per 3 mangioni)



Preparo gli ovetti. Leggenda dice un uovo ogni 100g di farina ma ne bastano meno. Ne metto quindi 3.



PLUF!!!!


 



Hey, tipo!!!! Mescola il soffritto che senò si brucia!!! Intanto aggiungete l'acqua. A volte vi danno dosi esatte, io vado a intuito, non è difficile. L'impasto deve essere denso, non troppo liquido quindi metto tanta acqua fino ad arrivare a quello che voglio. Se esagerate, aggiungete farina. Mescolate con energia e con una forchetta, l'alchimia di energia e forchetta vi darà l'impasto della pasta. Voilà!





 



Pronti, mentre l'acqua bolle, torniamo al sugo. Al soffritto aggiungo sale, pepe, un peperoncino e inondo di vino, salto fino a farlo asciugare. Poi aggiungo il bel frullato di piselli e pancetta e i piselli interi messi prima da parte. Aggiungo un paio di mini pomodorini tagliati per dare colore.
 




 



Ok, il sugo è pronto, abbassate il fuoco e se si asciuga aggiungete vino. E passate agli spätzle. Per farli si usano più metodi. Uno tradizionale a mano e tavoletta di legno. Uno ufficiale tramite un'apposita grattugia. E uno quello comodo di emergenza. Uso questo attraverso uno strumento simile ad uno schiacciapatate che trovate nei vari negozi di roba da cucina. Chiedete "oh, la cosa per fare i gnocchetti tedesci". Costa sui 20€. Bene infilate con un cucchiaione l'impasto dentro lo schiacciapatate e schiacciate (ovvio, che ce volevate fare?) il tutto direttamente dentro l'acqua bollente accesa. 
 





Istantaneamente l'impasto si solidifica e viene a galla sotto forma di gnocchetti. OH CHE MAGICA MAGIA!!!



Lasciategli fare il bagnetto qualche decina di secondi e togliete e scolate. E continuate sto giro finché non finisce l'impasto.



Infine buttateli nella pentola del sugo, rigirateli un pò e serviteli. 



 



La notate una cosa? La roba frullata e l'abbondanza di vino hanno prodotto una bella cremina che sembra panna. Ma come ho detto io non uso latticini. Epic win!
 



 
 
Ed ora mangiate! Sono buonissimi! Non sentite l'odore????


 



Nota: l'unico insegnamento che giunge da questa ricetta non è il piatto in sè ma il multitasking. Se vi organizzate e riuscite a fare 2-3 cose contemporaneamente (acqua che bolle+sugo+pasta) fare un piatto del genere vi prende un attimo. E non avrete più scuse di essere donne in carriera senza tempo e con 1000 aperitivi a carico. Si, dico a voi.

Buon appetito.

CZ:

foto di Chiara Canale