venerdì 17 dicembre 2010

Hola hola, Tortillas invernali!



Hey, azzo facciamo stasera? MMMMMMmmmmmmm ho voglia di tortillas! Ok, famolo. Giurando preventivamente che la prossima volta le tortillas stesse le farò a mano (non è difficile) andiamo ad improvvisare un qualche cosa di vagamente messicano, senza eccessiva filologia e precisione.




Dunque dunque, ebbene si, verdura.



 






Ecco la ciccia. Petto di pollo tagliato a stiletti.



 



  




Ovviamente le tortillas (che alla fine non è altro che una sorta di piadina fatta di mais o farina di grano tenero)



 



    




Ed ora salta tutto. Saltiamo il pollo.



 



        



 



2 peperoni, uno giallo e uno rosso. Svuotateli, fateli a tocchetti e saltateli.



      
      



 



Intanto (il multitasking è importante!!!) in un'altra padella preparo dei frijoles refritos, che è una sorta di crema di fagioli. Li salto tutti su olio, più spezie, più vino e ne sfracello più dei 3/4 in modo che diventino una crema con qualche pezzetto più grosso. Cuocete mentre si prepara tutto il resto allungando con acqua se si secca troppo.



L'aspetto è orribile ma sono buoni.






Infine ripasso tutto in un pentolotto (i fagioli no, eh!!!)




Ok, sembra ci sia tutto. Addensate di salse varie (stavolta da frettolosi abbiamo comprato una salsaccia messicana già fatta...) buttate tutto dentro una tortilla e mangiate!!!! Ovvio, addensare di peperoncino e affini secondo gusto e oltre tolleranza. Innaffiare con birra dicono, ma io insisto sempre col vino, che vi devo dire....






Buon appetito e occhio alla neve!!!!

CZ:

venerdì 3 dicembre 2010

Spätzle: dalla Germania alle Marche il gioco si fa duro (?)


Bene, torniamo a ricettina.

Mangiati in Germania (cercatevi il topic nel blog) gli spätzle, che sono una sorta di gnocchetti che trovano un corrispettivo norditalico. Ora, sono un tipo di pasta fatta di farina, uovo e un pelo d'acqua di base che vengono poi gettati nell'acqua bollente dove grazie alle magie dell'ovetto mutano istantaneamente in gnocchettini. E' un piatto anche relativamente rapido, quindi, azzo aspettate? Correte in cucina! O mandateci le vostre concubine. Che non sanno cucinare, ca va sans dire.  Allora andate voi maschietti e poi lasciatele a digiuno e a letto senza cena.

Comunque, a parte tutte le regole e cose standard il bello è come sempre sperimentare. Ad esempio una volta ho optato per inserire nell'impasto rucola, mandorle e pinoli. Si potevano mangiare da soli tanto erano buoni e croccanti oltre al fatto che erano di un bel colore verde. Per questo spesso ci ficcano dentro spinaci o affini. Ma non divaghiamo e rock'n'roll.

Iniziamo ad andare in ordine e a pensare un sugo. Invento al momento con quello che c'è in giro in cucina.
Nota: io opterei per un sugo leggerissimo visto che gli spätzle se sono ben fatti hanno un sapore gustosissimo che il sugo può coprire come per tutta la buona pasta. Quindi -oggi non è il caso della leggerezza- ipotizzo cipolla, pancetta e piselli. Visto che non uso latticini sfrutto il mio super trucco, simulare visivamente latticini senza metterli. Dopo aver lavato e scolato i piselli ne frullo una metà con la pancetta.



 





Intanto soffriggo la cipolla e l'altra pancetta a tocchetti.



Frullo grossolanamente un pò di mandorle intanto mentre va il soffritto (ottimizzare i tempi!!!)



Butto nella farina (thò, 400 grammi per 3 mangioni)



Preparo gli ovetti. Leggenda dice un uovo ogni 100g di farina ma ne bastano meno. Ne metto quindi 3.



PLUF!!!!


 



Hey, tipo!!!! Mescola il soffritto che senò si brucia!!! Intanto aggiungete l'acqua. A volte vi danno dosi esatte, io vado a intuito, non è difficile. L'impasto deve essere denso, non troppo liquido quindi metto tanta acqua fino ad arrivare a quello che voglio. Se esagerate, aggiungete farina. Mescolate con energia e con una forchetta, l'alchimia di energia e forchetta vi darà l'impasto della pasta. Voilà!





 



Pronti, mentre l'acqua bolle, torniamo al sugo. Al soffritto aggiungo sale, pepe, un peperoncino e inondo di vino, salto fino a farlo asciugare. Poi aggiungo il bel frullato di piselli e pancetta e i piselli interi messi prima da parte. Aggiungo un paio di mini pomodorini tagliati per dare colore.
 




 



Ok, il sugo è pronto, abbassate il fuoco e se si asciuga aggiungete vino. E passate agli spätzle. Per farli si usano più metodi. Uno tradizionale a mano e tavoletta di legno. Uno ufficiale tramite un'apposita grattugia. E uno quello comodo di emergenza. Uso questo attraverso uno strumento simile ad uno schiacciapatate che trovate nei vari negozi di roba da cucina. Chiedete "oh, la cosa per fare i gnocchetti tedesci". Costa sui 20€. Bene infilate con un cucchiaione l'impasto dentro lo schiacciapatate e schiacciate (ovvio, che ce volevate fare?) il tutto direttamente dentro l'acqua bollente accesa. 
 





Istantaneamente l'impasto si solidifica e viene a galla sotto forma di gnocchetti. OH CHE MAGICA MAGIA!!!



Lasciategli fare il bagnetto qualche decina di secondi e togliete e scolate. E continuate sto giro finché non finisce l'impasto.



Infine buttateli nella pentola del sugo, rigirateli un pò e serviteli. 



 



La notate una cosa? La roba frullata e l'abbondanza di vino hanno prodotto una bella cremina che sembra panna. Ma come ho detto io non uso latticini. Epic win!
 



 
 
Ed ora mangiate! Sono buonissimi! Non sentite l'odore????


 



Nota: l'unico insegnamento che giunge da questa ricetta non è il piatto in sè ma il multitasking. Se vi organizzate e riuscite a fare 2-3 cose contemporaneamente (acqua che bolle+sugo+pasta) fare un piatto del genere vi prende un attimo. E non avrete più scuse di essere donne in carriera senza tempo e con 1000 aperitivi a carico. Si, dico a voi.

Buon appetito.

CZ:

foto di Chiara Canale

mercoledì 17 novembre 2010

Cerimonia del tè? Matcha!!!!


E dopo un pò, quando ormai al posto del sangue avete tè, tocca arrivare a questo punto che si chiama Matcha.
Matcha è il tè che si usa per l'omonima cerimonia, il tè degli imperatori, quello usato dai samurai prima delle lotte e se non erro è tratto dalle foglie di gyokuro. Ora, a prescindere dalla cerimonia che lo sottende si può bere volendo anche senza cerimoniale e senza stanza, gesti, attrezzi che sono quelli che fanno la cerimonia. Si può magari scendere ad un compromesso, prendere almeno il kit base e farlo bene. Ma il Matcha è un'esperienza frizzante, è davvero un confronto con sè stessi, non puoi fare altro in quei momenti. E' un attimo e devi controllarlo. Che ha di particolare (a parte il prezzo)?
Che il Matcha è la stessa foglia tritatta finissima, ridotta in polvere. Non va in infusione ma in sospensione il che significa, detto in modo brusco, che alla fine vi magnate la foglia intera. 
Ovviamente costa tanto, scatolette da 30-40 grammi vanno da 15 euro a 25 minimo. Si trova comunemente in scatolette di ferro che una volta aperta vanno riposte in frigo altrimenti la polverina si ossida e perde il suo caratteristico colore. Inoltre non è un tè da teierate ma da piccole tazze roba da 2-3 dita d'acqua in tutto. E va emulsionato. Ovvero.
Ne buttate un cucchiaino (magari usando quello apposito in bambù) o più, dipende dalla vostra tolleranza, nella tazza, si aggiunge acqua NON bollente (tipo 60 gradi) e poi col chasen, ovvero un apposito frullino in bambù si emulsiona. Il risultato è un liquido dotato di una spessa schiuma tipo cappuccino. Il sapore è forte, pura clorofilla, visto che della foglia vi mangiate/bevete davvero tutto. 
L'esperienza è unica, dopo vi sentite un pelino elettrizzati. Il sapore è molto particolare non tanto forte ma molto intenso. Mio padre ha fatto una faccia schifita di rare proporzioni.
Il chasen anche costa parecchio dai 10 ai 16 euro circa. Un pò meno l'apposito "cucchiaino" (comunque sostituibile per un consumo fuori dal cerimoniale), moltissimo le tazze apposite (sostituibili anche loro).

Poi è anche vero che quello più economico è robetta e c'è chi lo usa per farci dolci o il famoso gelato al tè vista anche la sua potenza colorante.

Il kit: chasen, tazza, matcha in scatoletta di metallo, cucchiaino.

Dall'alto: chasen, il matcha in tutto il suo splendore nella tazza.

Nota dei tirchi: con una scatoletta da 40grammi ci fate comunque parecchie tazze.
Buon pomeriggio Zen.

CZ:

sabato 13 novembre 2010

Ravioli al forno: duri duri duri


"Nuuuuuuuu, a me piace le robe moscette!!!"
E invece no. Se li fai un pò bruciacchiare che fanno la crosticina sò più buoni, fidati!
Eccoci con una ricettina per fare i ravioli al forno.
Buoni.



 




Dunque, necessitiamo innanzi tutto di ravioli freschi.



 



  





"Aaaaah, Chaoszilla, sò tutti buoni a comprali, sei na sega che non li sai fare!"
Già dato. Clicca qui

Comunque intanto preparare un bel trito da ragout, con le immancabili cipolline e carotine e sedani...




Poi scolate delle olive e mozzatele in due.


E via, iniziamo a fare il ragout saltano le verdure tritate e la carne e annaffiando con BUON  vino.



Aggiungere pomodoro

Fa cuocere parecchio finché il pomodoro non si assorbe e così il vino, tenere una media cremosità.
Cuocere i ravioli, ci mettono un attimo.



Scolare e su una teglia cominciare a fare degli strati di ravioli, olive e sugo.



Sul fondo io metto un velo di olio.

Come ho già detto mille volte io uso pochissimi latticini, quindi volevo sostituire il parmigiano e l'ho fatto, come al solito, con il pangrattato che miracolosamente aiuta anche ad ottenere il risultato voluto visto che anziché liquidare secca e scroccola.


Abbondate. La pancia vi dirà poi grazie. Infornare in un forno già caldo per mille anni. No, vabbè, almeno finchè non vi esce detto "cazzo, li ho bruciati"


E invece non saranno bruciati ma solo asciutti e croccanti in superficie. E deliziosi. Fidatevi.



Piano ravvicinato. Devono essere più o meno così.



Voglio dire, se li volete brodosi che li fate a fare al forno, no?


Ora, avventatevi, voi e i vostri cari, sulla pietanza e decimatela.



Hem....buon appetito.

CZ:


 

giovedì 11 novembre 2010

Un altro anno d'amore: Bussana


Vi pareva, eh!!!!!



Che tutto fosse finito dopo la settimana del weirdo estivo.
E invece no.



Perchè in tanti m'hanno chiesto "e il blog? E il blog?"
Insomma, lo leggevate. Piaceva. E allora concediamoci un altro anno. Si perchè intanto il blog ha compiuto un anno. MIca pizza e fichi, mica pizza e fiche, mica cazzi, come diceva il poeta.



Quindi.....



Quindi parliamo di una surreale mangiata in un posto paradisiaco. Pare che facciamo apposta a cercare le cose "strane". E invece non è così. Siamo fortunati.




Bussana. Liguria. Un paese che a fine 800 fu devastato da un terremoto e che a differenza della bellissima Triora rimase lì mezzo demolito per un secolo e gli abitanti lo ricostruirono, ma a valle vicino al mare. "Sia mai che ci ritocca un terremoto" pensarono. E invece? Invece nei '50 arrivarono artisti da tutto il mondo che lo resero lo squat più grosso dell'universo occupando TUTTE le case di TUTTA la città, ricostruirono, restaurarono e resero il posto il paese delle arti lasciandolo esteticamente invariato. Lotta ultraviolenta con S.Remo, scontri con la polizia finché S. Remo si è arresa ed a oggi il paese è ancora una delle più belle attrazioni della Liguria. 



 



  
  



Ecco siamo andati a visitare il paese di mattina, ora non sto a farvi la guida visto che qui si parla di panza e cibo. MA, a metà mattinata è scoppiato un tellurico acquazzone.





Che si è dilungato nel momento in cui ci è venuta fame. 3 ristoranti in città, uno vegano e due molto da autogestione. Uno era pieno, si opta obbligatoriamente per il secondo, L'Osteria degli Artisti. Che all'interno era pieno uguale. Resta il fuori. All'aperto. MA all'aperto è coperto. Da una cannucciaia. Che equivale a non coperto. Quindi? Si mangia al finto coperto, con la pioggia che scende, si insinua e bagna tutto.
 



 
 
La gente si ingegna. Su i giubbotti (era ferragosto), su i cappucci e i berretti.... e infine.... su gli OMBRELLI!!!!



          







 



Cambia poco ma è meglio di niente...



          







 



Cerchiamo di asciugare l'asciugabile con fazzoletti e tovaglioli, seggiole, tavoli, i nostri corpi, ma parte un'ilare allegria con i vicini di tavolo e gli sconosciuti allo stesso tavolo visto che non c'era posto. L'atmosfera è ottima.






..arriva il pane...


 



Come non bastasse, nel posto e tutto intorno viene megafonata da un DJ interno della perenne musica reggae e raggamuffin, in pieno stile serata. Tra il vario delirio alla fine arriva il cibo che include le "trofie Osteria" (ovvero al doppio pesto)

 



           
           
...e dei salumi...



Ce ne andiamo, sazi, bagnati, musicati e allegri. Imperdibile.
Rimanete in onda e pubblicizzate sto blog, dai!!!!
Senò smetto.

giovedì 19 agosto 2010

La settimana dei freaks esotici mangiabili (7): another caramella al gamberetto


...e terminiamo così la lunga settimana estiva dei freaks esotici mangiabili con un bis. Un'altra caramella al gamberetto.





 



...e prepariamoci per i festeggiamenti di un anniversario.
Buon appetito.
CZ: